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martedì 25 ottobre 2022

Cosa sono gli origami?

ottobre 25, 2022 0
Cosa sono gli origami?

 Origami: cosa sono e le tecniche per realizzarli

Origami: cosa sono e le tecniche per realizzarli


Cosa sono gli origami, a cosa servono e come si realizzano? Mondo particolarmente affascinante, quello degli origami è fatto di carta e pieghe, ma anche di tanta simbologia. Vi sarà capitato di vederne di sorprendenti sul web o di avere la fortuna di conoscere qualcuno che è ferrato nella loro realizzazione.

Uccelli, farfalle, fiori, cani, gatti: è incredibile il numero di soggetti che è possibile fare con tale tecnica. Ma, ve ne accorgerete nel corso di questo articolo, l’origami non si riduce alla semplice piegatura della carta: è una vera e propria trasformazione della stessa. Una magia.


Origami: cosa sono e le tecniche per realizzarli
Fonte: Pexels

Cosa sono gli origami

Con origami si intende l’arte di piegare la carta. Il termine, di origine giapponese, è composto da oru (piegare) e kami (carta). La tecnica moderna sfrutta pochi tipi di piegature così come diverse combinate tra di loro per dare vita ora a soggetti semplici, ora a creazioni molto più elaborate e complesse.

A seconda di come lo si vive può essere considerato un hobby per grandi e bambini o essere inteso come un momento rilassante o impegnativo, a seconda delle proprie motivazioni. L’origami tradizionale consiste nel piegare un singolo foglio di carta quadrata, spesso avente uno dei due lati di un colore diverso, dando vita ad una “scultura”. Ma senza ricorrere a tagli, colla o altro.

Alcuni modelli non necessitano di carta fronte-retro, ma in quelli nei quali l’interno risulta visibile, utilizzandola si ottiene un risultato migliore. Il suo vantaggio è quello di rendere ai principianti le pieghe fatte più facilmente visibili.

La carta Washi è la carta tradizionalmente utilizzata nella tecnica dell’origami. Tale termine intende le carte tradizionali fatte da lunghe fibre interne di tre piante, kozo, mitsumata e gampi.

A cosa servono gli origami?

Sostanzialmente, almeno in Occidente, gli origami si realizzano per puro svago oltre che per avere il piacere di creare delle mini sculture curate nei minimi dettagli. Per molti è un passatempo creativo, ad altri permette di staccare la spina dalle attività quotidiane.

Nella cultura giapponese, molti dei soggetti che si realizzano sono legati ad uno specifico significato simbolico, e possono essere donati. Quale che sia il vostro caso, la tecnica dell’origami fa apprezzare al meglio il piacere della lentezza e permette di stimolare la propria manualità e la creatività. Dal punto di vista della psicologia gli origami hanno quindi un grande valore terapeutico.

Origami: cosa sono e le tecniche per realizzarli
Fonte: Pixabay

Storia dell’origami

La storia dell’origami non sarebbe legata esclusivamente al Giappone. A contribuire a renderla quella che è oggi sono intervenuti diversi Paesi. È il caso anche di Cina ed Europa. In quanto alla prima, sappiamo che la carta qui fu inventata intorno al 105 d.C. e la carta piegata poco dopo.

In Cina, la piegatura della carta fu una pratica comune. Ma, a differenza di quella giapponese, in Giappone si preferiva riprodurre oggetti inanimati, come semplici scatole o anche imbarcazioni.

In Giappone la carta arrivò nel VI secolo, la sua piegatura emerse come un rituale cerimoniale shintoista. Fu solo successivamente, nel periodo compreso tra il 1603 e il 1868 – il cosiddetto periodo Edo giapponese – che l’origami venne considerato un’attività ricreativa oltre che una forma d’arte.

In Giappone, però, si tendeva a realizzare maggiormente soggetti legati alla natura quali fiori e uccelli. In Giappone, inizialmente, la tecnica dell’origami prevedeva che la carta potesse essere tagliata, operazione, questa, consentita oggi nella tecnica del kirigami.

Aspetto, questo, mai adottato in Europa, dove tale tecnica molto probabilmente ebbe origine dalla piegatura dei tovaglioli, pratica popolare nel XVII secolo. Fu da questo momento che i giapponesi iniziarono a non tagliare più la carta, questo è uno dei contributi europei.

Origami significato simbolico

Dietro l’origami si nasconde un preciso significato simbolico che fa riferimento ai principi shintoisti del ciclo vitale e dell’accettazione della morte come parte di un tutto. Alla base della tecnica la “metafora del ciclo continuo della vita che nella forma di carta, trova la sua complessità ma allo stesso tempo la sua inevitabile fragilità”.

Interessante è il significato legato all’origami gru: la tradizione giapponese vuole che, se si piegano 1.000 gru di carta, ciò che si desidera avverrà.

Origami: cosa sono e le tecniche per realizzarli
Fonte: Pixabay

Origami animali, significato

Passiamo al significato di alcuni tra i più popolari animali soggetto dell’origami.

  • Gru: nel folklore giapponese, la gru è un uccello forte e maestoso che si accoppia per tutta la vita e si dice che viva per mille anni. Simboleggia l’onore, la fortuna, la lealtà e la longevità.
  • Sakana, il pesce selvatico: ammirato dai giapponesi per la sua tenacia e la sua forza, che gli permette di nuotare controcorrente fino a raggiungere la sua meta. Rappresenta determinazione e coraggio.
  • Farfalla (chocho). Rappresenta le speranze e i sogni delle giovani ragazze che stanno per diventare giovani donne.
  • Coniglio. Il coniglio, usagi, è considerato generalmente simbolo di fertilità e riproduzione da un lato, ma è anche collegato all’arrivo della primavera e al concetto di rinascita del mondo. Nella tradizione giapponese viene spesso considerato ingannevole.
  • Rana (Kaeru), tale animale è considerato simbolo di buona fortuna. Non è un caso che sia di buon augurio per coloro che stanno per intraprendere un lungo viaggio. Regalando una rana ci si vuole assicurare che quella persona torni a casa sana e salva.

Gli origami possono essere realizzati con qualsiasi tipo di carta pieghevole, ma la maggior parte degli artisti preferisce eseguire la tecnica con una specifica carta, più sottile di quella da disegno e con uno dei due lati colorato o a fantasia. Vediamo quali sono le pieghe base e quelle più elaborate dell’origami.

Pieghe a valle

È il tipo di piega più comune negli origami semplici. Viene chiamata a valle perché viene eseguita sempre verso la parte anteriore del lavoro, sul lato del foglio rivolto verso di noi. E per questo risulta sempre visibile ai nostri occhi. In sostanza, la piega a valle comporta il sollevamento del bordo inferiore della carta.

Pieghe a monte

Le pieghe a monte si ottengono piegando il bordo superiore del foglio di carta verso il basso in modo che la carta assuma la forma di una montagna. Si tratta, in pratica, dell’inverso della piega a valle. Si esegue portando l’angolo in questione sul retro del lavoro, rendendola così non visibile ai nostri occhi.

Piega a fisarmonica

Un’altra piega importante è la piega a fisarmonica, che si ottiene da una piega a valle seguita da una piega a monte. E che va a creare, per l’appunto, un effetto a zig zag che ricorda quello di una fisarmonica.

Piega a cappuccio e a soffietto

Le pieghe a cappuccio e a soffietto sono utili nella realizzazione di soggetti quali animali e uccelli in particolare. Detta anche pocket fold, la piega a soffietto si ottiene spingendo la punta all’interno dei lembi. Quella a cappuccio, nota come hold fold, si realizza al contrario, in modo che il “becco” ottenuto rimanga all’esterno.

Origami, forme base

Quanti tipi di origami esistono? Centinaia. E variano in base al livello di difficoltà e di pieghe che richiedono. Alcuni origami, quelli più difficili, sembrano veramente delle opere d’arte in miniatura. In linea di massima, le forme più comuni sono quella dell’aquilone, della girandola, del corvo.

Ma anche della scatola, della trottola, del fiore, della barca e dell’aereo.

BIRRA PASSIONE MONDIALE

ottobre 25, 2022 0
BIRRA PASSIONE MONDIALE

 

LE MIGLIORI BIRRE ARTIGIANALI DA PROVARE E COME FARLE IN CASA

Malto, zucchero, acqua e luppolo: ecco gli ingredienti base per iniziare a creare la propria birra. Cominciando con un impianto di birrificazione casalinga e, chissà, trasformando una passione in business.


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Se durante i lockdown molti italiani si erano cimentati con pizza e pane fatti in casa, e qualcuno si è dato al kombucha creando addirittura il proprio scoby (coltura di batteri e lieviti che che permette la fermentazione della bevanda), pochissimi si sono lanciati in attività più complesse come la birra artigianale fatta in casa. Eppure, spiegano Davide Bertinotti e Massimo Faraggi, autori di Le tue birre fatte in casa (Edizioni LSWR), non è difficile come si creda, anzi.

Come si comincia? Procurandosi il “kit della birra artigianale”, ossia l’equipaggiamento per macinare i cereali e filtrare il mosto (in caso si opti per il metodo all grain), le pentole per la bollitura e il sistema di raffreddamento (dal worth chiller a immersione allo scambiatore di calore a controflusso) e l’occorrente per la fermentazione e l’imbottigliamento (fermentatore, termometro, densimetro e bottiglie); in alternativa ci sono gli impianti per la birrificazione casalinga all in one che sono un po’ l’equivalente del mondo birraio delle planetarie che cuociono in quello gastronomico.

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COME FARE LA BIRRA ARTIGIANALE: GLI INGREDIENTI

L’ingrediente principale di una buona bionda è il malto: prevalentemente si tratta di quello d’orzo, ma a seconda del tipo di birra può essere anche il frumento (ricco di proteine e che conferisce alla birra il tipico palato e una buona tenuta di schiuma, scrivono Bertinotti e Faraggi) oppure, per un aroma più intenso, la segale. Si possono aggiungere anche cereali non maltati, che vengono prima gelatinizzati oppure ridotti in fiocchi.

Dopodiché intervengono gli zuccheri, che non servono ad apportare dolcezza ma a scatenare la fermentazione. Si può utilizzare anche il miele oppure l’estratto di malto, in forma di denso sciroppo oppure liofilizzato.

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Un capitolo a parte merita la scelta dell’acqua perché anche i sali minerali disciolti in essa possono “interagire” gustativamente con gli ingredienti della birra, in particolare con il luppolo, e peggio ancora può fare il cloro, finanche a conferire un sapore “medicinale”. Qual è la più adatta? Meglio un’acqua ricca di carbonato di calcio per le birre scure e una morbida, povera di sali minerali e a basso pH per le chiare. Per una produzione di birra casalinga si può tranquillamente usare quella del rubinetto, avendo però cura di farla bollire 15/20 minuti per eliminare molti carbonati.

Infine entra in gioco il luppolo, per aromatizzare o amaricare la birra (grazie alla presenza di alfa acidi e oli essenziali), come “conservante” naturale, per rendere il liquido più limpido e migliorare la stabilità della schiuma. Lo si può acquistare sotto forma di fiori essiccati e pressati, polverizzato e compattato come pellet oppure direttamente in polvere.

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LE MIGLIORI BIRRE ARTIGIANALI DA PROVARE

Gli autori del libro Le tue birre fatte in casa individuano ben 83 stili birrai, includendo anche idromele e sidro. Tra le più amate dal pubblico italiano ci sono le birre americane “standard”, Ale e Lager poco complesse, dal gusto delicato e gradevole anche per i meno esperti; in questa categoria rientrano le fresche Cream Ale e le Wheat Beer (di frumento). Meno conosciute sono invece le lager ceche, come la Czech Amber Lager, ricca e caramellata, e la Czech Dark Lager, più scura e maltosa. I fan dell’Oktoberfest invece conosceranno bene le chiare e le ambrate europee, che possono essere più maltose oppure più luppolate. Altra tradizione tipica della Baviera è quella delle lager europee scure, mentre per chi cerca un grado alcolico superiore (dal 7 al 33%) ci sono le Doppelbock o le Baltic Porter. E restando in Germania (ma ce ne sono di ottime anche prodotte in Italia!) vale la pena citare anche le tante birre tedesche di frumento, dall’effervescente Weissbier alla più potente Weizenbock.

Dall’altro lato della Manica invece si preferiscono le Bitter, come le Ale inglesi luppolate, oppure le Ale britanniche chiare, che includono anche birre “del Commonwealth”, ad esempio lo stile australiano Sparkling Ale; mentre tra le scure troviamo Dark Mild, Brown Ale e Porter. Ma nel Regno si producono anche Ale scozzesi e irlandesi, ottime Stout (la più nota è la Guinness) e prodotti più alcolici come l’English Barley Wine. Porter, Stout, ma anche Ale chiare e scure vanno forte anche oltreoceano, negli Usa e in Canada, dove però le regine della produzione artigianale sono le IPA (acronimo di Indian Pale Ale), di cui però esistono anche grandi prodotti made in Belgio (la famosa Chouffe Houblon). A proposito, da questa zona vengono molte Ale europee acide, come la Lambic, e le “monastiche”.

Per una degustazione fuori dagli schemi, provate le “selvagge”, birre a fermentazione spontanea o comunque influenzate da microrganismi diversi dai classici lieviti, le affumicate oppure le birre alla frutta (dalla mela al lampone, dall’uva fino al mango o addirittura ai datteri) e quelle alle spezie, definizione che si allarga anche dalle birre al cioccolato a quelle al peperoncino, dal caffè al carcadè.

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IL BOOM DELLA BIRRA ARTIGIANALE IN ITALIA

Il comparto della birra artigianale in Italia vale il 4% del mercato nazionale, che produce in media 500 mila ettolitri l’anno e che fattura oltre 250 milioni di euro, dando lavoro a 7.000 addetti (fonte: Unionbirrai). La birra artigianale convince sempre più famiglie e giovani, soprattutto nella segmentazione anagrafica Millennial: il 60% si dichiara, infatti, un conoscitore attento delle varie tipologie di birra, da quelle delle bottiglie da collezione, alle profumate e variopinte (Istat).

Anche a livello globale il segmento della birra artigianale rappresenta una ricchezza: vale oltre 38 miliardi di dollari e crescerà del 14,1% l’anno fino al 2027, secondo quanto riportato recentemente da MarketWatch. Sul mercato europeo, invece, stando ai dati legati alla produzione dello studio di Technavio, si prevede che la quota del comparto della birra artigianale aumenterà di 666,34 milioni di litri entro il 2025 (+6,20%).

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Buone notizie, quanto meno in termini di popolarità, in generale per la birra italiana, che secondo l’Annual Report 2020 di Assobirra, risulta tra quelle con migliore reputazione in Europa, terza in classifica, battendo tutti i Paesi a grande tradizione birraria, inclusa la Germania, ad eccezione di Polonia e Romania. E se Germania e Regno Unito rimangono i mercati con la più rapida crescita di mercato, l’Italia è al quarto posto in Europa per numero di birrifici artigianali solo dietro Regno Unito, Germania e Francia.

Tra le grandi città italiane, è Milano la capofila nel consumo di birra (dati dell’app Getir): nel capoluogo meneghino in quasi tre carrelli su dieci (23%) la birra è ordinata insieme alla pizza, in quasi due su dieci (14%) accompagna il sushi, mentre in un caso su dieci accompagna i piatti pronti. Al secondo posto Roma – con il 35% del totale delle bottiglie consegnate dai rider Getir. Ma la birra fa anche rima con socialità, tanto che, calcola l’Osservatorio Birra dell’Istituto Piepoli, il binomio vale oltre 4 miliardi di euro e si stima che tra 5 anni proprio la birra rappresenterà, in 300mila pubblici esercizi, oltre il 50% del business.

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Le sagre gastronomiche del weekend.

ottobre 25, 2022 0
Le sagre gastronomiche del weekend.

 

Buoni sapori: le sagre gastronomiche del weekend

Il gusto dell’autunno negli eventi più interessanti del fine settimana 28 ottobre – 1° novembre


Istockphoto

Le temperature sono ancora miti, ma il gusto dell’autunno è nell’aria e, soprattutto, in tavola.

 

sapori celebrati dalle sagre gastronomiche in calendario nel fine settimana 28 ottobre – 1° novembre, sono quelli dei prodotti di stagione: le castagne, la polenta, i tartufi. Ecco allora una selezione di appuntamenti con il gusto e la tradizione da Nord a Sud della Penisola, dedicati alle buone forchette di tutta Italia, nell’ultimo fine settimana del mese di ottobre, con molti prolungamenti fino al giorno di Ognissanti

SAGRA DEL MIELE, Châtillon (Aosta) – Ai piedi delle montagne valdostane, il miele è protagonista di una bella sagra in programma da venerdì 20 a domenica 30 ottobre: Châtillon ospita tre giorni di dolcezza dedicati al miele, con un ricco  programma di eventi per adulti e bambini, con convegni, visite guidate, animazioni, raduni e tanti buoni sapori. Si comincia venerdì mattina con alcuni appuntamenti dedicati alle scuole e agli istituti agrari, seguite da una conferenza didattica. Sabato 29 ottobre dalle 15.00 alle 18.00, il Castello Gamba-Museo propone visite guidate alle sale del museo, con percorso didattico e degustativo dei mieli del territorio abbinato ai prodotti locali DOP di eccellenza, con animazioni per i bambini. La sera è in programma uno spettacolo teatrale e una serata danzante. Domenica 30 ottobre, dalle 10.00 alle 18.00, in via Chanoux e Via De Tollen si svolge il Mercatino XIX Sagra del Miele; in apertura c’è la sfilata degli apicoltori e delle autorità accompagnati dal Corps Philharmonique de Châtillon, poi il Raduno Ape Piaggio e Vespe. Vengono premiati i mieli migliori della Val d’Aosta e si possono fare passeggiate guidate lungo la strada Des Sarrasin, dal borgo di Châtillon al Castello Gamba, per vivere la bellezza dell’arte en plein air.
Infine, ci sono degustazioni gratuite guidate dei mieli della Valle d’Aosta, spettacoli per famiglie ed esibizioni itineranti del Coro Saint-Vincent. Informazioni: www.comune.chatillon.ao.it.

 

FIERA NAZIONALE DEL TARTUFO BIANCO DI MONCALVO, Moncalvo (Asti) - – Ultimo appuntamento con il prezioso tubero domenica 30 ottobre, in una delle numerose sagre che in questa stagione propongono uno dei sapori e dei profumi più tipici dell’autunno piemontese. Ci sono eventi a tema e menù speciali proposti per l’occasione nei ristoranti, il mercato dei tartufi e dei prodotti enogastronomici tipici, il mercatino dell’artigianato locale e gli stand gastronomici in cui assaporare tante prelibatezze. Informazioni: www.fieradeltartufodimoncalvo.it.

 

SAGRA DELLA POLENTA TARAGNA, Cologno al Serio (Bergamo) – Da venerdì 28 a domenica 30 ottobre, con replica nel fine settimana successivo (6 – 8 novembre) la tipica polenta taragna bergamasca dà appuntamento a tutti i suoi estimatori a Cologno al Serio in Piazzale dei Lavoratori -Piazzale Mercato. Per accompagnarla ci sono anche squisiti formaggi locali, formaggi di bufala oltre naturalmente a spezzatino, brasato e funghi, accompagnati dal buon vino della Valcalepio. Lo stand gastronomico è aperto tutte le sere dalle ore 19.00 mentre a pranzo dalle ore 12.00, È attivo anche il servizio di asporto. Informazioni: www.facebook.com/staffsagra

 

FASULIN DE L’ÒC CUN LE CUDEGHE, Pizzighettone (Cremona) – Nel Ponte di Ognissanti, dal 29 ottobre al 6 novembre, torna la tradizionale maratona gastronomica per un doppio fine settimana:  il borgo cremasco di Pizzighettone, per l'occasione, ripropone uno dei suoi piatti tipici per riscoprire i sapori del territorio che rischiano di andare perduti. Si tratta di un piatto povero, a base di fagiolini, cotenne di maiale, carni miste e verdure, ma l’evento è diventato un marchio registrato: Fasulin de l’òc cun le Cudeghe ha il pregio di collaborare a un progetto sulla territorialità e di recupero di una coltura tradizionale locale che si era persa negli anni. Anticamente, il piatto veniva preparato nelle cascine in occasione dell’uccisione del maiale, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Le Casematte, tradizionali ambienti nelle mura cittadine, con volta a botte e grandi camini d’epoca ancora perfettamente funzionanti, si trasformano per l’occasione in una grande osteria, in cui gustare queste specialità della tradizione contadina (prenotazione consigliata). Ci sono anche la mostra mercato enogastronomica “Buongusto d’inverno”, a ingresso gratuito. Informazioni: fasulin.com.

 

LA SAGRA DEL MARRONE, Castel del Rio (Bologna) - Domenica 30 ottobre si tiene il fine settimana conclusivo per celebrare la castagna e i tempi in cui questo frutto costituiva la base dell’alimentazione e di molti piatti della cucina quotidiana delle famiglie contadine.  Nella piazza centrale di Castel del Rio è allestito il tradizionale mercato dei marroni, con mostre di prodotti, convegni tecnici, conferenze e serate in cui la storia e la cultura si fondono con la cucina. Gli stand gastronomici, i ristoranti e le trattorie tipiche sono collocati nell’area dell’ex campo sportivo, dove si possono degustare pietanze a base di marroni e castagne: dal castagnaccio alla polenta di farina di castagne, frittelle e tartufi di marroni, liquori e marmellate, con piatti della tradizione e altri più sperimentali, tutti preparati al momento. Informazioni: prolococasteldelrio.it. 

 

BACCANALE, Imola - Animazioni, spettacoli ed eventi in calendario fino al 13 novembre fanno da contorno alle prelibatezze messe in tavola da Baccanale, l’evento che trasforma la città di Imola in un palcoscenico popolato di storici, chef, gastronomi, artisti e produttori, impegnati nel proporre ottimi sapori in modo accattivante e non banale. Ogni anno “Baccanale” propone un diverso tema del gusto con un programma di incontri, eventi e degustazioni, rigorosamente a tema; l’edizione 2022 avrà come filo conduttore “Ripieni”. Oltre 40 ristoranti della zona propongono vari menu ispirati al tema di questa edizione; ci sono inoltre numerosi eventi anche per i più piccini, tra cui laboratori, giochi, animazioni e la possibilità di visitare le aziende agricole che propongono i loro prodotti in fiera. Non mancano anche quest’anno i “Fuorimenù”, con una serie di proposte originali, dalle colazioni ai brunch, dagli aperitivi ai piatti ideati per l’occasione. Informazioni: www.baccanaleimola.it  

 

SAGRA DEL PORCINO E DELLA CHIANINA, Castelfranco di Sotto (Pisa) – Fine settimana conclusivo di questa bella festa d’autunno, con tanti buoni sapori di stagione: appuntamento nel salone delle feste della Casa del Popolo di Castelfranco di Sotto, con i principali piatti della tradizione gastronomica locale sabato 29 e domenica 30 ottobre. Il salone, struttura invernale che permetter di godere la festa anche in caso di brutto tempo, si trasforma in luogo di golosità in cui degustare ottimi menu a base di chianina e di funghi porcini: tortelli freschi o penne 100% di grano toscano conditi con ragù di chianina, tagliatelle fresche ai funghi porcini, bistecca di manzo ai porcini, hamburger di chianina, porcini fritti e altro ancora. Il ristorante è aperto la sera dalle ore 19.30; la domenica a pranzo a partire dalle ore 12.00. Informazioni: www.facebook.com. 

 

VOLTERRAGUSTO, Volterra (Pisa) – Appuntamento con il tartufo bianco e con tanti buoni sapori d’autunno da venerdì 28 a martedì 1° novembre nella bella città etrusca, che propone insieme al prezioso tubero una ricca selezione di prodotti squisiti del territorio toscano, tra cui vino, birra, olio, formaggio, salumi e cioccolato offerti direttamente dai produttori. L’evento itinerante tra gli scorci più suggestivi e quelli meno noti della cittadina propone degustazioni a base di tartufo locale accompagnato ad altri prodotti della tavola toscana: l’occasione è offerta dalla Mostra mercato del Tartufo Bianco e dei prodotti tipici locali. Sono previsti incontri ed eventi speciali come il Palio dei caci volterrani (domenica 30 ottobre): come da tradizione, le caciotte vengono fatte rotolare lungo il percorso cittadino in una sfida tra le contrade. Ci sono poi, martedì 1* novembre, le esibizioni del Gruppo storico sbandieratori e musici città di Volterra in Piazza dei Priori e la battuta di caccia al tartufo accanto ai tartufai e ai loro segugi, accompagnata da spiegazioni e aneddoti legati all’attività di ricerca. E poi ancora musica, animazioni e molto altro ancora. Il programma completo e le informazioni sono sul sito: www.volterragusto.com.

 

FESTA D'AUTUNNO DI ANTRODOCO E SAGRA DEL MARRONE, Antrodoco (Rieti) – Appuntamento da sabato 29 ottobre a martedì 1° novembre nel Rietino con la "Festa d'Autunno" e con la “Sagra del Marrone di Antrodoco”: mercatini, stand gastronomici e soprattutto tanti squisiti marroni provenienti dai boschi che circondano il paese e i comuni limitrofi (Borgovelino, Castel S. Angelo e Micigliano ). Il Marrone Antrodocano è marchio DE.CO. grazie alle differenze sostanziali che lo distinguono dalla castagna; i frutti sono più grandi, hanno una buccia più chiara con striature scure, una pellicina interna molto sottile e più facile da staccare, e un sapore zuccherino. La pianta del marrone è più delicata di quella della castagna comune ed è meno produttiva: i suoi frutti sono quindi qualitativamente superiori, più ricercati ed apprezzati. Per informazioni: www.facebook.com.

 

SAGRA DELLA CASTAGNA E DEL PECORINO, Vitulano (Benevento) – Ancora castagne, da sabato 29 ottobre a martedì 1° novembre, dalle ore 18.00 alle 23.00, alla scoperta del frutto e dell’ottimo pecorino locale. La castagna è la regina della festa ed è proposta in dolci, crepes e cornetti, ma anche in primi piatti, portate varie, caldarroste e tanto altro ancora. Ci sono i piatti tipici della tradizione contadina e quelli più  elaborati preparati dai ristoratori presenti alla manifestazione, nei punti ristoro con menù tradizionali a base di castagne ed altre specialità locali. Info: www.facebook.com/pro.camposauro/.

 

GIORNATE MEDIOEVALI, Brindisi Montagna (Potenza) - Appuntamento da venerdì 28 a lunedì 31 ottobre nella magica atmosfera medievale di una festa che ci riporta indietro nel tempo, tra giullari, menestrelli, sputafuoco e altri personaggi che si esibiscono tra le strade del centro storico di Brindisi Montagna. Ci sono gli accampamenti militar e arcierii, le bancarelle con gli antichi sapori, i rapaci e animazioni per tutti. Le Giornate Medievali sono una bella occasione per scoprire questo borgo antico immerso nella quiete della montagna, con una ricostruzione storica e appuntamenti in allegria che animano il centro storico e il Castello Fittipaldi-Antinori. Si comincia sabato pomeriggio con animazioni che si protraggono fino a tarda sera, ravvivando il Domus Mercatorum con le antiche artigianalità. Per i bambini ci sono le fiabe, giocoleria e giullari, mentre i più grandi potranno ascoltare concerti di musica medievale. Non mancano naturalmente le specialità gastronomiche della cucina medievale.

Il trucco più amato di Halloween e' quello de La sposa cadavere.

ottobre 25, 2022 0
Il trucco più amato di Halloween e' quello de La sposa cadavere.

 

Il trucco più amato di Halloween? Quello de La sposa cadavere. Ecco come realizzarlo

Ci siamo sentite Emily un po' tutte almeno una volta. Ecco come ricreare il suo incarnato frozen e gli occhi languidi per il vostro party della notte del 31 ottobre.

La sposa cadavere trucco tutorial how to per Halloween

La sposa cadavere: personaggio irresistibile

È creata da Tim Burton nel 2005 l'icona assoluta che portiamo ancora oggi nel cuore. Perché la dolce Emily - La Sposa Cadavere la cui voce originale è di Helena Bonham Carter -, che trova pace dalle tenebre al chiaro di luna grazie all'aiuto di Victor (Johnny Depp) è tra le nostre favorite per il look da proporre nella sera di Halloween. La buona notizia è che basta una po' di trucco (e un briciolo di conoscenza su contouring e ombreggiature del volto) per trasformarsi facilmente in lei per tutta la notte. Insomma se già avete il vostro abito, è ora il momento di truccarsi con un facile tutorial che arriva da Instagram (più la variante della cantante coreana Soyou, per chi volesse personalizzare il suo look in una maniera differente).

Il miglior tutorial arriva da Instagram

Si inizia colorando l'intero volto di azzurro, pensando alla vostra miglior tecnica di applicare il fondotinta. Si passa poi alle ombre color blu notte, intorno agli occhi, sul naso e nella zona di guance e zigomi. Si completa infine con ciglia finte XXL, labbra nude e nella texture mat, e alcune crepe sul viso realizzate con l'eyeliner neroEt voilà, otterrete quel look spettrale ma dal chiaro di luna tanto agognato da Emily. Perché il trucco, qui nel video realizzato da Olivia Shadders, è semplice ma d'effetto. Lei lo completa con ciglia disegnate nella rima inferiore e sopracciglia sottili ma in extra black. Bella anche l'acconciatura: la parrucca blu è XXL ed è acconciata a mezza coda, con una corona di fiori neri in stoffa che rendono goth-chic la mise finale.


Su Instagram arriva anche Soyou

La cantante coreana, per il recente concerto di MC Mong, Monsters, Inc. - 2nd General Meeting of Shareholders: Halloween Workshop, dove era ospite speciale, ha scelto di esibirsi vestita (e truccata) da sposa cadavere. Solo che la sua versione è leggermente modificata rispetto a quella originale della Emily di Tim Burton. Soyou ha scelto di mantenere il suo incarnato, mettendo il focus sugli occhi. Uno appare sanguinante - potete ottenere lo stesso effetto usando dell'ombretto rosso reso liquido grazie a una goccia di acqua - e l'altro, più spettrale, grazie a lenti a contatto di colore bianco. Lo ha abbinato a capelli spettinati ad arte, che tanto ricordano le watery waves, e a un rossetto cremesi, reso leggermente sbavato lateralmente, per ricordare un labbro rotto.




WhatsApp torna a funzionare, oltre due ore di disservizi mondiali.

ottobre 25, 2022 0
WhatsApp torna a funzionare, oltre due ore di disservizi mondiali.

 

WhatsApp torna a funzionare, oltre due ore di disservizi mondiali.

Portavoce società: "problema risolto ci scusiamo per il disagio".


WhatsApp down in tutta Italia, l’app di messaggistica è tornata a funzionare dopo due ore di blocco

WhatsApp torna a funzionare dopo oltre due ore di down mondiale.

I disservizi sono iniziati tra le 8:30 e le 9, ora italiana.

Gli utenti non riuscivano a mandare messaggi ne' privatamente, ne' in chat sia sull'app sia sulla versione desktop. E non appariva la classica spunta blu del messaggio inviato, ma il simbolo dell'orologio.

"Sappiamo che oggi le persone hanno avuto problemi a inviare messaggi su WhatsApp. Abbiamo risolto il problema, ci scusiamo per gli eventuali disagi": spiega un portavoce WhatsApp senza specificare i motivi del blocco.

La chat di proprietà del gruppo Meta è diventata una infrastruttura in molti mercati, utilizzata da 2 miliardi di persone, anche istituzioni e governi e sempre più importante con lo smart working cresciuto in pandemia. A partire dal 2020, il servizio è stato utilizzato per inviare oltre 100 miliardi di messaggi al giorno.

Nel corso del disservizio, le altre piattaforme di Meta come Facebook e Instagram hanno invece funzionato correttamente. Come di consueto su Twitter sono apparsi messaggi con l'hashtag #Whatsappdown.

Gli ultimi disservizi di WhatsApp risalgono a circa un anno fa, il 4 ottobre 2021 quando ci fu un 'down' di tutte le app del gruppo Meta, comprese Instagram e Facebook, per sei ore. In quella circostanza, dopo il ripristino dei servizi, erano arrivate anche le scuse ufficiale del fondatore Mark Zuckerberg.

"Siamo al corrente che alcune persone stanno avendo problemi ad inviare messaggi. Siamo al lavoro per ripristinare WhatsApp nel più breve tempo possibile", spiega intanto un portavoce di WhatsApp.

Louis Vuitton: 400 assunzioni.

ottobre 25, 2022 0
Louis Vuitton: 400 assunzioni.

 

Louis Vuitton: 400 assunzioni, nuova fabbrica pelletteria.



louis vuitton

Louis Vuitton ha deciso di investire ancora in Toscana  per aprire una nuova fabbrica di pelletteria che porterà numerose assunzioni.

Il nuovo stabilimento produttivo della nota maison di lusso aprirà in provincia di Firenze e potrà impiegare fino a 400 unità di personale.

Ecco cosa sapere sui futuri posti di lavoro Louis Vuitton che saranno creati e come candidarsi per lavorare presso l’azienda.

LOUIS VUITTON ASSUNZIONI IN TOSCANA

La nuova fabbrica Louis Vuitton sorgerà in località Le Sieci, nel comune fiorentino di Pontassieve, e sarà dedicata alla produzione della pelletteria. Sono centinaia le assunzioni che il nuovo stabilimento Louis Vuitton potrà generare nel campo della manifattura e della lavorazione della pelle.

L’investimento conferma la volontà del Gruppo LVHM, specializzato nel settore dei beni di lusso e di cui Louis Vuitton rappresenta il marchio di punta, di continuare a crescere nel territorio toscano. L’operazione segue infatti l’avvio della nuova Factory Fendi, altra maison di spicco del Gruppo, avvenuto di recente a Bagno a Ripoli, sempre nel fiorentino. Il nuovo sito produttivo andrà ad incrementare la presenza della multinazionale del lusso in Toscana, dove già è attiva con i poli di Scandicci, Ponte Ema e di Radda, dedicati rispettivamente alle produzioni Dior, Givenchy e Céline.

Il nuovo progetto, ancora in via di definizione, dovrebbe portare all’apertura della fabbrica entro 2 o 3 anni e potrà consentire a Louis Vuitton di generare posti di lavoro per ben 400 risorse. Dopo la firma degli accordi con la famiglia Frescobaldi, proprietaria del terreno su cui sarà edificato lo stabilimento, si attendono le autorizzazioni definitive per procedere alla costruzione del complesso. I lavori potranno comportare anche un importante intervento stradale che renderà più fruibile l’area interessata, riducendo la congestione del traffico.

PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI

Molto probabilmente le assunzioni Louis Vuitton in arrivo grazie alla nuova fabbrica di Pontassieve saranno rivolte ad addetti alla produzione da impiegare nelle attività di lavorazione e realizzazione delle borse e degli altri articoli di pelletteria della maison. Non è da escludere che ci potranno essere opportunità di lavoro anche per giovani senza esperienza, oltre che per personale qualificato ed esperto.

IL BRAND

Louis Vuitton è un brand di lusso nato a Parigi, nel 1854, ad opera di artigiani e pellettieri specializzati nella creazione di contenitori per abiti e oggetti. La produzione si è estesa gradualmente, includendo la realizzazione di bauli, borse e valigeria. Oggi il marchio produce un’ampia gamma di articoli di pelletteria, tra cui borse e portafogli, ma anche accessori moda, profumi e orologi. La griffe appartiene alla multinazionale dei beni di lusso Moët Hennessy Louis Vuitton SA (LVMH), di cui rappresenta il marchio principale. L’azienda distribuisce i suoi prodotti tramite 450 negozi fisici, tra boutique indipendenti e reparti dedicati in store multimarca, ed anche attraverso il sito di e-commerce proprietario. A livello globale impiega 30.000 dipendenti, distribuiti tra gli uffici, la sede centrale di Parigi e i punti vendita.

CANDIDATURE

Gli interessati alle future assunzioni Louis Vuitton nella nuova fabbrica di pelletteria di Pontassieve devono attendere la realizzazione del progetto e l’apertura delle selezioni per assumere il personale. Generalmente, la maison raccoglie le candidature tramite la sezione dedicata alle carriere (Lavora con noi) presente sul proprio sito web. Da qui è possibile prendere visione delle attuali posizioni aperte e candidarsi a quelle di interesse, utilizzando l’apposito form online per l’inoltro del cv.

La casa di moda seleziona infatti diverse figure per assunzioni nelle sedi italiane ed estere. Per conoscere tutte le ricerche attive in Louis Vuitton potete leggere questo approfondimento. Inoltre, per scoprire tutte le selezioni in corso per lavorare nel Gruppo LVMH e presso le aziende che ne fanno parte potete visitare questa pagina.

Visitate la nostra pagina riservata alle aziende che assumono per conoscere anche altre interessanti opportunità di impiego.